Diviso tra due mondi che non riesce (o non vuole) scegliere, Antonio costruisce una propria verità, in cui le sue due relazioni parallele trovano spazio e senso. Sul treno, luogo di passaggio e sospensione, prova a raccontarsi e a giustificarsi, lasciando sospesa una domanda: è possibile tenere tutto, senza perdere niente?