Una donna chiama un surreale call center per sporgere reclamo contro la propria vita. Tra manuali d’istruzione difettosi, aggiornamenti emotivi bloccati al 1995 e sogni ricorrenti di palloncini alla deriva in un mare sconfinato, la conversazione con l’operatrice si trasforma in un cortocircuito esistenziale, ironico e malinconico. Quando la comunicazione si interrompe, resta sospesa una domanda: ciò che galleggia è un inizio o una fine?